S’illude, Drogo, di una gloriosa rivincita a lunga scadenza, crede di avere ancora un’immensità di tempo disponibile, rinuncia così alla minuta lotta per la vita quotidiana.
sabato 12 novembre 2016
Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati
venerdì 11 novembre 2016
Con la morte non si tratta di Bruno Morchio
Una rapina sulla Statale Carlo Felice in Sardegna: uno dei banditi viene ferito e arrestato, ma non parla. I suoi complici dividono il bottino. Sono passati diversi anni, quell'uomo è ancora in galera.
Suo figlio, un tossicodipendente, è scomparso. Lui crede sia partito per l'isola, alla ricerca dei complici di quel colpo miliardario. E così Bacci Pagano, incaricato dall'avvocato di Sanna, la sua amica Gina Aliprandi,lascia la sua Genova per andare in trasferta in Sardegna. Qui si ritrova coinvolto tra faide locali, e piani di vendette dei protagonisti della rapina.
In questa avventura Morchio abbandona i noti "scenari" genovesi con i carrugi e le stradine malfamate della città vecchia, per portarci a Tertenia, un piccolo comune nella ventosa ed affascinante Sardegna orientale.La vera protagonista del romanzo è proprio la Sardegna con il forte maestrale, gli odori, i sapori, i fichi, le querce da sughero.
A Tertenia Bacci ritrova l’amico Virgilio, la sua guardia carceraria a Novara con il quale ha continuato a vedersi durante i suoi periodi di vacanza in Sardegna.
Ma il soggiorno per Bacci sarà anche l’occasione di rivedere sua figlia Aglaja dopo 10 anni.
Ora la ragazza ha 18 anni e sua moglie, dopo il divorzio, non gli ha più permesso di vederla. Questo distacco è un cruccio per Bacci e ora Aglaja ha deciso di passare un po’ di tempo con lui, contro il volere della madre. -
Così la storia procede su due strade: la ricerca del ragazzo e la relativa conoscenza di strani personaggi collegati e il rapporto ritrovato tra Bacci e Aglaja.
Appena arrivato in Sardegna Bacci conosce in spiaggia l’affascinante e sensuale Martine, ex prostituta,ora giovane moglie di Otello Ganci, l’organizzatore della rapina,malato di tumore e in fin di vita. In Francia Ganci Ha ucciso Canu, uno dei rapinatori, e la sua famiglia lo vuole vendicare
La prima metà del libro si legge tutta d’un fiato, coinvolgente e scorrevole con descrizioni precise e ben scritte, con l’inizio scoppiettante e intenso della rapina al portavalori, il rapporto di Bacci Pagano con le donne e con l’amico Virgilio che gli ha salvato la vita durante i cinque anni di prigionia, l’arrivo in Sardegna, i luoghi, i profumi, il vento insopportabile, la spiaggia, i personaggi misteriosi. Poi però il ritmo cala, la trama diventa statica, confusa e ripetitiva fino ad un finale povero e scontato. E’ ovvio che la trama è solo un pretesto per parlare di sentimenti umani. Comunque il personaggio di Paggi Pagano è interessante e continuerò a seguirlo.
Suo figlio, un tossicodipendente, è scomparso. Lui crede sia partito per l'isola, alla ricerca dei complici di quel colpo miliardario. E così Bacci Pagano, incaricato dall'avvocato di Sanna, la sua amica Gina Aliprandi,lascia la sua Genova per andare in trasferta in Sardegna. Qui si ritrova coinvolto tra faide locali, e piani di vendette dei protagonisti della rapina.
In questa avventura Morchio abbandona i noti "scenari" genovesi con i carrugi e le stradine malfamate della città vecchia, per portarci a Tertenia, un piccolo comune nella ventosa ed affascinante Sardegna orientale.La vera protagonista del romanzo è proprio la Sardegna con il forte maestrale, gli odori, i sapori, i fichi, le querce da sughero.A Tertenia Bacci ritrova l’amico Virgilio, la sua guardia carceraria a Novara con il quale ha continuato a vedersi durante i suoi periodi di vacanza in Sardegna.
Ma il soggiorno per Bacci sarà anche l’occasione di rivedere sua figlia Aglaja dopo 10 anni.
Ora la ragazza ha 18 anni e sua moglie, dopo il divorzio, non gli ha più permesso di vederla. Questo distacco è un cruccio per Bacci e ora Aglaja ha deciso di passare un po’ di tempo con lui, contro il volere della madre. -
Così la storia procede su due strade: la ricerca del ragazzo e la relativa conoscenza di strani personaggi collegati e il rapporto ritrovato tra Bacci e Aglaja.
Appena arrivato in Sardegna Bacci conosce in spiaggia l’affascinante e sensuale Martine, ex prostituta,ora giovane moglie di Otello Ganci, l’organizzatore della rapina,malato di tumore e in fin di vita. In Francia Ganci Ha ucciso Canu, uno dei rapinatori, e la sua famiglia lo vuole vendicare
La prima metà del libro si legge tutta d’un fiato, coinvolgente e scorrevole con descrizioni precise e ben scritte, con l’inizio scoppiettante e intenso della rapina al portavalori, il rapporto di Bacci Pagano con le donne e con l’amico Virgilio che gli ha salvato la vita durante i cinque anni di prigionia, l’arrivo in Sardegna, i luoghi, i profumi, il vento insopportabile, la spiaggia, i personaggi misteriosi. Poi però il ritmo cala, la trama diventa statica, confusa e ripetitiva fino ad un finale povero e scontato. E’ ovvio che la trama è solo un pretesto per parlare di sentimenti umani. Comunque il personaggio di Paggi Pagano è interessante e continuerò a seguirlo.
lunedì 22 agosto 2016
La Resistenza del Maschio di Elisabetta Bucciarelli
"La Resistenza del Maschio", Elisabetta Bucciarelli - NN editore, collana ViceVersa. 2015
L’Uomo in macchina ripete meccanicamente le altezze delle torri. Professore all’università ha una vita cadenzata da appuntamenti convegni e lezioni, dal poco tempo da dedicare alla casa e ad un eventuale figlio che sua moglie gli chiede insistentemente. L’uomo calcola tutto , conosce la misura di ogni cosa, degli archi, delle torri di Milano ,del vaso di cristallo rotto dalla moglie durante un litigio,dei sentimenti, dello spazio che intercorre tra lui e le altre persone. Ha bisogno si misurare tutto per avere il giusto ordine delle cose .E’ un uomo che si trattiene e non osa , ha paura di perdere il controllo, fugge dalle responsabilità e vive nell’iimaginario. "C'è una geometria in ogni circostanza della vita. E ogni esistenza ha una sua forma geometrica".
La sua è una razionalità che diventa ossessione
"È convinto che ci siano molti segreti nella misura degli oggetti. Lui misura per trovare qualcosa che sente ma non conosce ancora. Per cogliere le relazioni tra le cose e tra le persone. Per trovare il suo posto nello spazio".
Viene coinvolto in un incidente mentre sta per rientrare a casa. La vittima è una donna che viene soccorsa e portata all’ospedale. L’uomo si informerà della sua salute e inizierà con lei un rapporto fatto di messaggi al telefono. Lei sarà per lui Effe e lui diventerà per lei Emme.
Il piano narrativo è duplice. Contemporaneamente nella sala di attesa di uno studio medico tre donne attendono di essere visitate. Scoprono di attendere lo stesso medico, un ginecologo, che tarda a venire e così iniziano a conversare. Nel pomeriggio interminabile le tre sconosciute si aprono e iniziano a conoscersi. Parlano dei rispettivi uomini , dei tradimenti,di fallimenti, di appuntamenti con uomini che “fanno resistenza”. Mentre la storia dell’Uomo scorre in un arco di tempo di almeno due anni, il tempo delle tre donne nella sala di attesa è statico. Obbligate a stare sedute nella sala di attesa ,le tre donne raccontano la loro vita ed evidenziano tre modi diversi di pensare e comportarsi.
Il lettore è coinvolto dalle vicende che si alternano ed è incuriosito e sconvolto dalle coincidenze. Lo stile del romanzo è molto cinematografico. Come in un film c’è anche una colonna sonora che accompagna i vari momenti, fatta di citazioni di musiche di diverso genere. Varie sono anche le citazioni artistiche: Flagellazione e Vera Croce di Piero della Francesca, Il bacio di Francisco Hayez, il Blu di Yves Klein, John Everett Millais, etc.
Elisabetta Bucciarelli non condanna, analizza e racconta la quotidianità della vita vista dalla prospettiva degli uomini e delle donne. Donne tessitrici di un filo di Arianna che se si spezza non porta ad una conclusione ; maschi che illudono, ma si sottraggono e resistono; che stanno perdendo, per rinuncia consapevole, il loro ruolo convenzionale: "La specie in mutazione dei maschi che resistono, quella che si sottrae, che non fa il suo dovere, non protegge, non mantiene, non fa figli, non fa un beato cavolo di niente"
In questo modo l’uomo riesce a stabilire una distanza tra lui e la donna e la donna attende , non ancora pronta a gestire questo atteggiamento.
Elisabetta Bucciarelli si rivela una scrittrice molto interessante e leggerò sicuramente qualcos’altro di lei. Come interessante è la casa editrice NNeditore di Milano. http://www.nneditore.it/
Elisabetta Bucciarelli è nata a Milano nel 1967. In questa città continua a vivere e lavorare. Nella sua carriera ha scritto per il teatro, il cinema e la televisione. L'esordio arriva a soli venti anni con "Forte come un toro". Nel 1996 è autrice del soggetto e della sceneggiatura del mediometraggio "Amati Matti". Nel 2005 inaugura una serie di gialli che vedono come protagonista l'ispettrice Maria Dolores Vergani. Ha pubblicato diversi saggi sulla scrittura ed ha firmato numerosi racconti distribuiti tra quotidiani e antologie. Suoi i romanzi "Corpi di scarto" (2011), "L'etica del parcheggio abusivo" (2013) e "La resistenza del maschio" (2015). Nel 2013, per il teatro, scrive "L'etica del parcheggio abusivo". E' anche autrice di testi d'arte, divulgatrice poetica e letteraria, conduttrice di laboratori di Scrittura Espressiva.
L’Uomo in macchina ripete meccanicamente le altezze delle torri. Professore all’università ha una vita cadenzata da appuntamenti convegni e lezioni, dal poco tempo da dedicare alla casa e ad un eventuale figlio che sua moglie gli chiede insistentemente. L’uomo calcola tutto , conosce la misura di ogni cosa, degli archi, delle torri di Milano ,del vaso di cristallo rotto dalla moglie durante un litigio,dei sentimenti, dello spazio che intercorre tra lui e le altre persone. Ha bisogno si misurare tutto per avere il giusto ordine delle cose .E’ un uomo che si trattiene e non osa , ha paura di perdere il controllo, fugge dalle responsabilità e vive nell’iimaginario. "C'è una geometria in ogni circostanza della vita. E ogni esistenza ha una sua forma geometrica". La sua è una razionalità che diventa ossessione
"È convinto che ci siano molti segreti nella misura degli oggetti. Lui misura per trovare qualcosa che sente ma non conosce ancora. Per cogliere le relazioni tra le cose e tra le persone. Per trovare il suo posto nello spazio".
Viene coinvolto in un incidente mentre sta per rientrare a casa. La vittima è una donna che viene soccorsa e portata all’ospedale. L’uomo si informerà della sua salute e inizierà con lei un rapporto fatto di messaggi al telefono. Lei sarà per lui Effe e lui diventerà per lei Emme.
Il piano narrativo è duplice. Contemporaneamente nella sala di attesa di uno studio medico tre donne attendono di essere visitate. Scoprono di attendere lo stesso medico, un ginecologo, che tarda a venire e così iniziano a conversare. Nel pomeriggio interminabile le tre sconosciute si aprono e iniziano a conoscersi. Parlano dei rispettivi uomini , dei tradimenti,di fallimenti, di appuntamenti con uomini che “fanno resistenza”. Mentre la storia dell’Uomo scorre in un arco di tempo di almeno due anni, il tempo delle tre donne nella sala di attesa è statico. Obbligate a stare sedute nella sala di attesa ,le tre donne raccontano la loro vita ed evidenziano tre modi diversi di pensare e comportarsi.
Il lettore è coinvolto dalle vicende che si alternano ed è incuriosito e sconvolto dalle coincidenze. Lo stile del romanzo è molto cinematografico. Come in un film c’è anche una colonna sonora che accompagna i vari momenti, fatta di citazioni di musiche di diverso genere. Varie sono anche le citazioni artistiche: Flagellazione e Vera Croce di Piero della Francesca, Il bacio di Francisco Hayez, il Blu di Yves Klein, John Everett Millais, etc.
Elisabetta Bucciarelli non condanna, analizza e racconta la quotidianità della vita vista dalla prospettiva degli uomini e delle donne. Donne tessitrici di un filo di Arianna che se si spezza non porta ad una conclusione ; maschi che illudono, ma si sottraggono e resistono; che stanno perdendo, per rinuncia consapevole, il loro ruolo convenzionale: "La specie in mutazione dei maschi che resistono, quella che si sottrae, che non fa il suo dovere, non protegge, non mantiene, non fa figli, non fa un beato cavolo di niente"
In questo modo l’uomo riesce a stabilire una distanza tra lui e la donna e la donna attende , non ancora pronta a gestire questo atteggiamento.
Elisabetta Bucciarelli si rivela una scrittrice molto interessante e leggerò sicuramente qualcos’altro di lei. Come interessante è la casa editrice NNeditore di Milano. http://www.nneditore.it/
Elisabetta Bucciarelli è nata a Milano nel 1967. In questa città continua a vivere e lavorare. Nella sua carriera ha scritto per il teatro, il cinema e la televisione. L'esordio arriva a soli venti anni con "Forte come un toro". Nel 1996 è autrice del soggetto e della sceneggiatura del mediometraggio "Amati Matti". Nel 2005 inaugura una serie di gialli che vedono come protagonista l'ispettrice Maria Dolores Vergani. Ha pubblicato diversi saggi sulla scrittura ed ha firmato numerosi racconti distribuiti tra quotidiani e antologie. Suoi i romanzi "Corpi di scarto" (2011), "L'etica del parcheggio abusivo" (2013) e "La resistenza del maschio" (2015). Nel 2013, per il teatro, scrive "L'etica del parcheggio abusivo". E' anche autrice di testi d'arte, divulgatrice poetica e letteraria, conduttrice di laboratori di Scrittura Espressiva.
giovedì 18 agosto 2016
Dalle rovine di Luciano Funetta
La collana Romanzi Tunué, diretta da Vanni Santoni, si arricchisce di un’opera ipnotica e allucinatoria: Dalle rovine di Luciano Funetta. Una storia di uomini che, come scriverebbe Vollmann, «rappresentano un incubo per se stessi», e che scelgono di sublimare le loro vite in un’ultima, sanguinaria opera d’arte.
L'autore è un giovane romano trentenne Ha pubblicato racconti su WATT, Granta Italia, Costola e altre riviste. È tra gli autori di Dylan Skyline – dodici racconti per Bob Dylan (Nutrimenti, 2015).
Dalle Rovine era stato rifiutato da 20 case editrici. Poi la pubblicazione con Tunué e la presenza nella dozzina del Premio Strega 2016
Rivera è un collezionista di serpenti , ha trenta teche con altrettanti esemplari di razze rettili esotiche e rare. Si cura di loro e con loro ha un rapporto carnale. Un giorno gira un video amatoriale con alcuni suoi serpenti e lo propone al proprietario di una sala cinematografica di film porno. Da lì entra in contatto con il mondo della pornografia d’arte, conosce persone misteriose e oscure tra le quali spicca Alexandre Tapia.un argentino a dir poco enigmatico. Rivera conduce il lettore in una realtà claustrofobica, onirica. Non è solo il mondo della pornografia illegale che turba il lettore, ma la consapevolezza di essere entrato in un incubo abitato da personaggi soli e disperati legati tra di loro da una forza che li spinge nell’abisso, da un destino crudele di cui sono vittime.La loro è una storia di desolazione alla ricerca di fama e amore Sappiamo poco dei personaggi e quello che veniamo a sapere di loro e del loro passato è svelato piano piano,attraverso alcuni dialoghi. Vengono rivelati incubi privati, segreti vecchi e nuovi . Il risultato è una situazione che sta tra il reale e l’onirico e dalla quale non è facile fuggire. Il tutto ci viene raccontato da alcune voci che sono sempre insieme al protagonista e che vivono con lui ogni istante e che sono le uniche a conoscerlo veramente. Chi sono? Spiriti, fantasmi, la coscienza?i lettori stessi?
Rivera conosce produttori e attori che vogliono fare un porno artistico e intellettuale e intravedono in lui un artista interessante, ma mano a mano egli scopre aspetti nascosti e la realtà gli si rivela ben diversa. La vicenda si sposta da Fortezza, un quartiere immaginario, a Barcellona dove i protagonisti cercano la celebrità. Alla fine tutti vivono come reclusi e isolati del resto del mondo in una villa; con loro anche i serpenti e i topi allevati per sfamarli, come a ricreare un mondo dal quale non è possibile uscire. L’atmosfera creata è cupa , Kafkiana, pesa l’attesa e il finale rimane sospeso. I personaggi si aggirano per lo più in luoghi chiusi e bui, fumano e bevono molto, dormono poco e male.
Le donne sono gli unici personaggi positivi,anche se hanno poco spazio sono importanti nella vita degli uomini. I produttori Birmania e Traum sognano la pace attraverso la nostalgia per amori perduti (Clelia, Dolly)le donne sono lontane dalla rovina. L’attrice potrebbe salvare Rivera e poi se ne va con il regista riuscendo a fuggire dall’incubo.
Funetta sa scrivere e sa coinvolgere il lettore.
Il romanzo inizia con un brano che anticipa il finale
"Quando Rivera se ne andò, nessuno lo vide a parte noi. Lo guardammo mentre si allontanava e scompariva tra gli alberi, lo osservammo inoltrarsi nella prigione di rami, dentro la vegetazione dove ad aspettarlo erano in due, in tre o in venti, anche se in realtà lo aspettava una persona sola. Quando Rivera uscì dal suo nascondiglio, noi eravamo pietrificati dalla paura e dalla stanchezza. Rivera invece non tremava. Sapevamo che sarebbe entrato nella foresta che divorava la casa e che qualcuno lo stava aspettando nel buio. Nessuno sa cosa successe dopo a Rivera, tranne noi".
L'autore è un giovane romano trentenne Ha pubblicato racconti su WATT, Granta Italia, Costola e altre riviste. È tra gli autori di Dylan Skyline – dodici racconti per Bob Dylan (Nutrimenti, 2015).
Dalle Rovine era stato rifiutato da 20 case editrici. Poi la pubblicazione con Tunué e la presenza nella dozzina del Premio Strega 2016
Rivera è un collezionista di serpenti , ha trenta teche con altrettanti esemplari di razze rettili esotiche e rare. Si cura di loro e con loro ha un rapporto carnale. Un giorno gira un video amatoriale con alcuni suoi serpenti e lo propone al proprietario di una sala cinematografica di film porno. Da lì entra in contatto con il mondo della pornografia d’arte, conosce persone misteriose e oscure tra le quali spicca Alexandre Tapia.un argentino a dir poco enigmatico. Rivera conduce il lettore in una realtà claustrofobica, onirica. Non è solo il mondo della pornografia illegale che turba il lettore, ma la consapevolezza di essere entrato in un incubo abitato da personaggi soli e disperati legati tra di loro da una forza che li spinge nell’abisso, da un destino crudele di cui sono vittime.La loro è una storia di desolazione alla ricerca di fama e amore Sappiamo poco dei personaggi e quello che veniamo a sapere di loro e del loro passato è svelato piano piano,attraverso alcuni dialoghi. Vengono rivelati incubi privati, segreti vecchi e nuovi . Il risultato è una situazione che sta tra il reale e l’onirico e dalla quale non è facile fuggire. Il tutto ci viene raccontato da alcune voci che sono sempre insieme al protagonista e che vivono con lui ogni istante e che sono le uniche a conoscerlo veramente. Chi sono? Spiriti, fantasmi, la coscienza?i lettori stessi?
Rivera conosce produttori e attori che vogliono fare un porno artistico e intellettuale e intravedono in lui un artista interessante, ma mano a mano egli scopre aspetti nascosti e la realtà gli si rivela ben diversa. La vicenda si sposta da Fortezza, un quartiere immaginario, a Barcellona dove i protagonisti cercano la celebrità. Alla fine tutti vivono come reclusi e isolati del resto del mondo in una villa; con loro anche i serpenti e i topi allevati per sfamarli, come a ricreare un mondo dal quale non è possibile uscire. L’atmosfera creata è cupa , Kafkiana, pesa l’attesa e il finale rimane sospeso. I personaggi si aggirano per lo più in luoghi chiusi e bui, fumano e bevono molto, dormono poco e male.
Le donne sono gli unici personaggi positivi,anche se hanno poco spazio sono importanti nella vita degli uomini. I produttori Birmania e Traum sognano la pace attraverso la nostalgia per amori perduti (Clelia, Dolly)le donne sono lontane dalla rovina. L’attrice potrebbe salvare Rivera e poi se ne va con il regista riuscendo a fuggire dall’incubo.
Funetta sa scrivere e sa coinvolgere il lettore.
Il romanzo inizia con un brano che anticipa il finale
"Quando Rivera se ne andò, nessuno lo vide a parte noi. Lo guardammo mentre si allontanava e scompariva tra gli alberi, lo osservammo inoltrarsi nella prigione di rami, dentro la vegetazione dove ad aspettarlo erano in due, in tre o in venti, anche se in realtà lo aspettava una persona sola. Quando Rivera uscì dal suo nascondiglio, noi eravamo pietrificati dalla paura e dalla stanchezza. Rivera invece non tremava. Sapevamo che sarebbe entrato nella foresta che divorava la casa e che qualcuno lo stava aspettando nel buio. Nessuno sa cosa successe dopo a Rivera, tranne noi".
martedì 26 luglio 2016
La ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami
Sarà forse la cultura giapponese ma leggere un libro di Murakami significa farsi trascinare da un potere magnetico verso un mondo visionario al limite tra realtà e sogno , dove le sensazioni e i sentimenti sono forti; significa farsi catapultare all’interno di storie, viverle insieme ai protagonisti, sentire i suoni, vedere i colori e sentire i profumi.
Questo è quello che si percepisce nella lettura de “La ragazza dello Sputnik”, romanzo scritto nel lontano 1999. Lo sputnik del titolo fa sì riferimento al primo satellite russo lanciato nello spazio con a bordo la cagnolina Layka, ma anche agli scrittori della Beatnik , erroneamente chiamati Spunik da Myu, l’amica di Sumire, la protagonista del romanzo, un’aspirante scrittrice che si ispira a Kerouac
La storia viene raccontata da un amico di Sumire, l’amicizia tra i due protagonisti è forte, e Sumire non può fare a meno di raccontare al suo amico i suoi drammi, le sue emozioni, quello che desidera, fargli leggere i suoi racconti. Il narratore piano piano si scopre innamorato di lei, ma non può essere ricambiato, perché, come si legge nell’incipit, Sumire si innamora di qualcun altro.
“Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande paura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della sua forza, attraversò il pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. Come se non bastasse, era una donna. È da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì.”
Le due ragazze si incontrano ad un matrimonio e Myu propone a Sumire di lavorare per lei. Così partono per un viaggio di affari che le porta in giro per il mondo fino ad un’isola greca. Ma proprio in quest’isola accade qualcosa che porta la giovane Sumire a sparire. “Svanire come fumo”, come spiegherà Myü al narratore, recatosi in Grecia alla ricerca della sua amica.
Qui il racconto si fa più misterioso e meno facile , si sviluppa su un piano onirico , viene svelato il segreto di Myu che abbandona il sogno di diventare pianista dopo una avventura traumatizzante vissuta in un viaggio in Svizzera. Myü viene abbandonata su una ruota panoramica e da lì vede la finestra di casa sua. All’interno un’altra se stessa, il suo alter ego, fa sesso con un uomo in un rapporto che viene interpretato come coercitivo e violento. Questo evento la cambierà fortemente, la rendera fredda e frigida e le impedirà di amare e di farsi coinvolgere dai sentimenti.D’improvviso i suoi capelli diventano interamente bianchi come a simboleggiare un invecchiamento delle emozioni.
Ma cosa è successo a Myu veramente? Si è sdoppiata o è passata dall’altra parte?
E che fine ha fatto Sumire? Catturata da una musica Sumire fa un viaggio nel dopo vita, nell’aldilà o solo verso qualcosa di magico e inspiegabile . Parte alla ricerca di sé stessa. Quando alla fine telefona all’amico dicendo di essere in un luogo che non conosce bene , ma che vuole che lui la vada a prendere, la lontananza tra i due sarà eliminata. Cosa ci guida in un luogo, che cosa cerchiamo, cosa e chi inseguiamo?
Il romanzo di Murakami parla di amore e morte, di viaggio, di sogni e traumi, di solitudine e malinconia, di affetti persi e ritrovati di inquietudine esistenziale con una prosa elegante e coinvolgente.
“Sognare. Continuare a sognare. Entrare nel mondo dei sogni e non uscirne piú. Vivere lí per sempre.”
Questo è quello che si percepisce nella lettura de “La ragazza dello Sputnik”, romanzo scritto nel lontano 1999. Lo sputnik del titolo fa sì riferimento al primo satellite russo lanciato nello spazio con a bordo la cagnolina Layka, ma anche agli scrittori della Beatnik , erroneamente chiamati Spunik da Myu, l’amica di Sumire, la protagonista del romanzo, un’aspirante scrittrice che si ispira a KerouacLa storia viene raccontata da un amico di Sumire, l’amicizia tra i due protagonisti è forte, e Sumire non può fare a meno di raccontare al suo amico i suoi drammi, le sue emozioni, quello che desidera, fargli leggere i suoi racconti. Il narratore piano piano si scopre innamorato di lei, ma non può essere ricambiato, perché, come si legge nell’incipit, Sumire si innamora di qualcun altro.
“Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande paura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della sua forza, attraversò il pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. Come se non bastasse, era una donna. È da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì.”
Le due ragazze si incontrano ad un matrimonio e Myu propone a Sumire di lavorare per lei. Così partono per un viaggio di affari che le porta in giro per il mondo fino ad un’isola greca. Ma proprio in quest’isola accade qualcosa che porta la giovane Sumire a sparire. “Svanire come fumo”, come spiegherà Myü al narratore, recatosi in Grecia alla ricerca della sua amica.
Qui il racconto si fa più misterioso e meno facile , si sviluppa su un piano onirico , viene svelato il segreto di Myu che abbandona il sogno di diventare pianista dopo una avventura traumatizzante vissuta in un viaggio in Svizzera. Myü viene abbandonata su una ruota panoramica e da lì vede la finestra di casa sua. All’interno un’altra se stessa, il suo alter ego, fa sesso con un uomo in un rapporto che viene interpretato come coercitivo e violento. Questo evento la cambierà fortemente, la rendera fredda e frigida e le impedirà di amare e di farsi coinvolgere dai sentimenti.D’improvviso i suoi capelli diventano interamente bianchi come a simboleggiare un invecchiamento delle emozioni.
Ma cosa è successo a Myu veramente? Si è sdoppiata o è passata dall’altra parte?
E che fine ha fatto Sumire? Catturata da una musica Sumire fa un viaggio nel dopo vita, nell’aldilà o solo verso qualcosa di magico e inspiegabile . Parte alla ricerca di sé stessa. Quando alla fine telefona all’amico dicendo di essere in un luogo che non conosce bene , ma che vuole che lui la vada a prendere, la lontananza tra i due sarà eliminata. Cosa ci guida in un luogo, che cosa cerchiamo, cosa e chi inseguiamo?
Il romanzo di Murakami parla di amore e morte, di viaggio, di sogni e traumi, di solitudine e malinconia, di affetti persi e ritrovati di inquietudine esistenziale con una prosa elegante e coinvolgente.
“Sognare. Continuare a sognare. Entrare nel mondo dei sogni e non uscirne piú. Vivere lí per sempre.”
“Dietro tutte le cose che crediamo di conoscere bene, se ne nascondono altrettante che non conosciamo per niente. La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti. ”
“Nel mondo dei sogni non è necessario distinguere le cose. Non è per niente necessario. Tanto per cominciare lì non esistono linee di confine. Perciò nei sogni è difficile andare a urtare violentemente contro qualcosa, e se per caso questo accade, non ci si fa male. La realtà è diversa. La realta' morde.
La realtà, la realtà.”
“Forse non riuscirò più a scrivere romanzi. Ultimamente lo penso spesso. Non sono che una delle tante donne stupide e ingenue che infestano l’atmosfera, dotate solo di un’esagerata condizione di sé, perse a inseguire sogni irrealizzabili. Forse è ora anche per me di abbassare il coperchio del piano e uscire di scena. Prima che sia troppo tardi.”
“Dopo la morte del mio cane, mi chiusi nella mia stanza a leggere tutto il tempo. Per me il mondo che trovavo nei libri era molto più vivo di quello che vedevo intorno a me. Lì dentro si spalancavano paesaggi mai visti prima. I libri e la musica diventarono i miei amici più grandi… Se avevo dei problemi non mi confidavo con nessuno. Ci pensavo, trovavo una soluzione e agivo, sempre da solo. ma non soffrivo particolarmente per la solitudine. La consideravo normale. In fondo, tutti gli esseri sono soli…
E cominciai ad accorgermi che essere soli è una cosa molto triste. Essere soli è come, in una sera quando diluvia, stare fermi alla foce di un grande fiume e guardare un’enorme massa d’acqua gettarsi nel mare. Sei mai stato fermo alla foce di un grande fiume a guardare l’acqua che si getta nel mare?
“Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati dalle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo farlo anche con destrezza”
lunedì 27 giugno 2016
Jezabel di Irene Nemirovsky
Gladys Eysenach è una sorta di Dorian Gray, una donna ossessionata dalla sua bellezza e dal suo voler restare giovane. Non riesce ad amare e vive alla ricerca del piacere, dell’amore degli altri e
soprattutto per essere ammirata dagli uomini e annientare le sue rivali più giovani.
“L'amore?” pensò “Oh, no, il piacere di essere amata... quasi sacrilego..”
Il suo mondo è fatto di balli e feste e lei deve essere al centro dell’attenzione. Cerca di non considerare il tempo che passa ,anzi è disposta a tutto pur di sembrare ancora bella e giovane e non rivelare la sua età.
"Lei amava proprio questo, e proprio questo la eccitava: provare costantemente a se stessa il suo dominio sugli uomini."
Gladys una donna egocentrica e egoista che mette in primo piano se stessa e la sua felicità a discapito anche della stessa figlia che considera sempre quindicenne per non ammettere il passare del tempo. E’ ovviamente sola e a volte triste, ma niente la può cambiare.
Il libro comincia dalla fine. C’è infatti un capitolo introduttivo: in un’aula di tribunale Gladys Eysenach è accusata di aver ucciso il suo amante ventenne. E’ bella e affascinante ma, man mano il processo procede perde ogni bellezza e appare sempre più vecchia e stanca. Ha fretta di finire e si proclama colpevole come per evitare che si sappia qualcos’altro di lei. La condanna è lieve, attenuata dal movente passionale.
Qual è la verità? I capitoli seguenti racconteranno la vita di Gladys fino ad arrivare all’epilogo finale. Conosciamo così questa donna con le sue gioie e paure, i suoi egoismi e le sue ambizioni, i suoi rapporti con i cari e gli amici. Già bambina smaliziata, cresce dedicandosi alla frivolezza e al flirt facile con qualsiasi uomo le capiti a tiro e che possa confermare la sua autostima
Difficile il rapporto con la figlia Marie-Thérèse, che lei sente di amare ma in maniera incostante e
superficiale. Sua figlia le fa quasi da madre ed è anche troppo saggia e matura. .
“Mia povera mammina, non conosci la vita tu…”
Marie- Thérèse si ribella alla madre ma non ha la forza di farlo fino in fondo e ne rimane schiacciata.
La madre di Irene è onnipresente e appare come un incubo anche in questo romanzo e l’odio della scrittrice traspare tutto nella figura della superficiale e insensibile Gladys e il libro l’occasione per parlare di conflitti insanabili tra madri e figlie. La stessa Gladys avava avuto una madre una madre morfinomane che le aveva dato solitudine e umiliazione.
Ma la superficialità di Gladys è solo apparente, ma il terrore di invecchiare e quello di rimanere sola hanno il sopravvento tanto da impedirle di cambiare.
E’ lo stato d’animo di una donna che vede sfiorire i suoi anni e la sua bellezza fino a farne una ossessione e in questo trovo il tema molto attuale.
A differenza di Dorian che si vede sempre bello e giovane mentre il ritratto invecchia e imbruttisce per lui, Gladys vede allo specchio il suo decadimento fisico.
Scrittura coinvolgente e raffinata, ma anche dura e sarcastica. Irene Nemirovsky sa entrare nei personaggi e farti vivere le loro sensazioni, le loro ansie.
soprattutto per essere ammirata dagli uomini e annientare le sue rivali più giovani.
“L'amore?” pensò “Oh, no, il piacere di essere amata... quasi sacrilego..”
Il suo mondo è fatto di balli e feste e lei deve essere al centro dell’attenzione. Cerca di non considerare il tempo che passa ,anzi è disposta a tutto pur di sembrare ancora bella e giovane e non rivelare la sua età. "Lei amava proprio questo, e proprio questo la eccitava: provare costantemente a se stessa il suo dominio sugli uomini."
Gladys una donna egocentrica e egoista che mette in primo piano se stessa e la sua felicità a discapito anche della stessa figlia che considera sempre quindicenne per non ammettere il passare del tempo. E’ ovviamente sola e a volte triste, ma niente la può cambiare.
Il libro comincia dalla fine. C’è infatti un capitolo introduttivo: in un’aula di tribunale Gladys Eysenach è accusata di aver ucciso il suo amante ventenne. E’ bella e affascinante ma, man mano il processo procede perde ogni bellezza e appare sempre più vecchia e stanca. Ha fretta di finire e si proclama colpevole come per evitare che si sappia qualcos’altro di lei. La condanna è lieve, attenuata dal movente passionale.
Qual è la verità? I capitoli seguenti racconteranno la vita di Gladys fino ad arrivare all’epilogo finale. Conosciamo così questa donna con le sue gioie e paure, i suoi egoismi e le sue ambizioni, i suoi rapporti con i cari e gli amici. Già bambina smaliziata, cresce dedicandosi alla frivolezza e al flirt facile con qualsiasi uomo le capiti a tiro e che possa confermare la sua autostima
Difficile il rapporto con la figlia Marie-Thérèse, che lei sente di amare ma in maniera incostante e
superficiale. Sua figlia le fa quasi da madre ed è anche troppo saggia e matura. .
“Mia povera mammina, non conosci la vita tu…”
Marie- Thérèse si ribella alla madre ma non ha la forza di farlo fino in fondo e ne rimane schiacciata.
La madre di Irene è onnipresente e appare come un incubo anche in questo romanzo e l’odio della scrittrice traspare tutto nella figura della superficiale e insensibile Gladys e il libro l’occasione per parlare di conflitti insanabili tra madri e figlie. La stessa Gladys avava avuto una madre una madre morfinomane che le aveva dato solitudine e umiliazione.
Ma la superficialità di Gladys è solo apparente, ma il terrore di invecchiare e quello di rimanere sola hanno il sopravvento tanto da impedirle di cambiare.
E’ lo stato d’animo di una donna che vede sfiorire i suoi anni e la sua bellezza fino a farne una ossessione e in questo trovo il tema molto attuale.
A differenza di Dorian che si vede sempre bello e giovane mentre il ritratto invecchia e imbruttisce per lui, Gladys vede allo specchio il suo decadimento fisico.
Scrittura coinvolgente e raffinata, ma anche dura e sarcastica. Irene Nemirovsky sa entrare nei personaggi e farti vivere le loro sensazioni, le loro ansie.
venerdì 10 giugno 2016
Il giardino di cemento di Ian McEwan
"Non ho ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire".

Questo è l’incipit de “ Il giardino di cemento” un romanzo di Ian McEwan scritto nel 1978 e pubblicato per l’Italia da Einaudi. La voce narrante è quella di Jack , un adolescente torvo e apatico e , che nel momento in cui trova il corpo del padre morto per un attacco di cuore mentre sta coprendo col cemento il suo giardino, reagisce con indifferenza , come se la morte fosse un fatto naturale. Il padre gli aveva chiesto di tornare subito dopo la scuola per aiutarlo , ma lui si era attardato e chiuso in bagno per masturbarsi. In realtà non provava affetto per un padre che si mostrava duro e irascibile in famiglia e si meraviglia nel ricordare il pianto delle sorelle alla notizia della morte.
Il padre appare come il colpevole dell’isolamento e la stranezza di questa famiglia, sembra un uomo senza sentimenti e la sua volontà di coprire il giardino con del cemento per non avere più il compito di curarlo è una metafora della sua aridità d’animo. Jack provoca la sua ira a tavola quando, per fare una battuta, dice di aver trovato un fiore nel suo giardino.
La vita continua monotona fino a quando la madre, costretta a letto da una malattia , muore e Jack(15 anni) Julie (17) , Sue (13) e Tom( 6) rimangono soli. Per paura di perdere la casa e di essere separati e chiusi in un orfanotrofio, i ragazzi decidono di seppellire il cadavere della madre in un baule in cantina, coprendolo con il cemento ordinato dal padre per i lavori in giardino. Colpisce l’assenza di dolore da parte degli orfani che sembrano aver conquistato una certa indipendenza.Tra Jack e Julie si sviluppa una tensione di carattere sessuale sempre più esplicita e i due fanno da genitori ai due più piccoli. Il piccolo Tom inizia a fare i capricci e regredisce allo stato di neonato con Julie che assume sempre più il ruolo di mamma facendolo dormire in una culla nella sua camera. Tom vorrebbe essere una bambina per non subire gli scherni dei ragazzini più grandi e le sorelle si divertono a vestirlo con i loro indumenti come se fosse una bambola.
Si continua a vivacchiare tra la sporcizia in casa e il degrado del rione con costruzioni abbandonate e distrutte in attesa di costruire nuovi grattacieli, in una stagione estiva eccezionalmente calda. L’atmosfera è malsana e torbida,profetica di eventi negativi. La famiglia, sola e emarginata, vive senza regole.
Ad un certo punto gli orfani giocano a comportarsi come una famiglia vera: la tavola apparecchiata, la casa riordinata, lo stufato sul fuoco; ma gli odori iniziano a mescolarsi con un puzzo dolciastro e quando Julie comincia ad uscire con un giovane di nome Derek e lo invita a casa loro gli equilibri si rompono.
Il romanzo è pieno di simbolismi: la putrefazione del cadavere che corrisponde ad una degenerazione dei rapporti dei quattro orfani,il degrado del rione e l’aridità di sentimenti, lo sviluppo dell’adolescenza tra brufoli e pulsioni sessuali, i sogni e gli incubi, il libro di fantascienza che Sue regala a Jack e che lui legge e rilegge per trovarvi delle spiegazioni esistenziali insegnamenti di vita.
Un libro crudo, angosciante che ti lascia addosso il cattivo odore, la sporcizia, il caldo appiccicoso,la sensazione di marcio.
Da vedere anche l’adattamento cinematografico del 1993 di Andrew Birkin, con Charlotte Gainsbourg and Andrew Robertson.

Questo è l’incipit de “ Il giardino di cemento” un romanzo di Ian McEwan scritto nel 1978 e pubblicato per l’Italia da Einaudi. La voce narrante è quella di Jack , un adolescente torvo e apatico e , che nel momento in cui trova il corpo del padre morto per un attacco di cuore mentre sta coprendo col cemento il suo giardino, reagisce con indifferenza , come se la morte fosse un fatto naturale. Il padre gli aveva chiesto di tornare subito dopo la scuola per aiutarlo , ma lui si era attardato e chiuso in bagno per masturbarsi. In realtà non provava affetto per un padre che si mostrava duro e irascibile in famiglia e si meraviglia nel ricordare il pianto delle sorelle alla notizia della morte.
Il padre appare come il colpevole dell’isolamento e la stranezza di questa famiglia, sembra un uomo senza sentimenti e la sua volontà di coprire il giardino con del cemento per non avere più il compito di curarlo è una metafora della sua aridità d’animo. Jack provoca la sua ira a tavola quando, per fare una battuta, dice di aver trovato un fiore nel suo giardino.
La vita continua monotona fino a quando la madre, costretta a letto da una malattia , muore e Jack(15 anni) Julie (17) , Sue (13) e Tom( 6) rimangono soli. Per paura di perdere la casa e di essere separati e chiusi in un orfanotrofio, i ragazzi decidono di seppellire il cadavere della madre in un baule in cantina, coprendolo con il cemento ordinato dal padre per i lavori in giardino. Colpisce l’assenza di dolore da parte degli orfani che sembrano aver conquistato una certa indipendenza.Tra Jack e Julie si sviluppa una tensione di carattere sessuale sempre più esplicita e i due fanno da genitori ai due più piccoli. Il piccolo Tom inizia a fare i capricci e regredisce allo stato di neonato con Julie che assume sempre più il ruolo di mamma facendolo dormire in una culla nella sua camera. Tom vorrebbe essere una bambina per non subire gli scherni dei ragazzini più grandi e le sorelle si divertono a vestirlo con i loro indumenti come se fosse una bambola.
Si continua a vivacchiare tra la sporcizia in casa e il degrado del rione con costruzioni abbandonate e distrutte in attesa di costruire nuovi grattacieli, in una stagione estiva eccezionalmente calda. L’atmosfera è malsana e torbida,profetica di eventi negativi. La famiglia, sola e emarginata, vive senza regole.
Ad un certo punto gli orfani giocano a comportarsi come una famiglia vera: la tavola apparecchiata, la casa riordinata, lo stufato sul fuoco; ma gli odori iniziano a mescolarsi con un puzzo dolciastro e quando Julie comincia ad uscire con un giovane di nome Derek e lo invita a casa loro gli equilibri si rompono.
Il romanzo è pieno di simbolismi: la putrefazione del cadavere che corrisponde ad una degenerazione dei rapporti dei quattro orfani,il degrado del rione e l’aridità di sentimenti, lo sviluppo dell’adolescenza tra brufoli e pulsioni sessuali, i sogni e gli incubi, il libro di fantascienza che Sue regala a Jack e che lui legge e rilegge per trovarvi delle spiegazioni esistenziali insegnamenti di vita.
Un libro crudo, angosciante che ti lascia addosso il cattivo odore, la sporcizia, il caldo appiccicoso,la sensazione di marcio.
Da vedere anche l’adattamento cinematografico del 1993 di Andrew Birkin, con Charlotte Gainsbourg and Andrew Robertson.
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